Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 Mar. 2010 | 23:40
Cronaca | Agrigento | 31 Lug 2009 | 19:39

OSPEDALE Riunione in prefettura Arriva l'assessore alla Sanità

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
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di Silvio Schembri

I manifestanti davanti la prefettura I manifestanti davanti la prefettura Una corsa contro il tempo. Ogni giorno che passa è sempre uno in meno dei trenta "concessi" dalla magistratura. Si cerca una soluzione, la migliore, per risolvere il problema "ospedale". Il prefetto, oggi pomeriggio, ha ospitato nei suoi uffici una riunione tecnica tra tutti gli esponenti politici e istituzionali della provincia. Attorno al tavolo si sono seduti l'assessore regionale alla Sanità, il prefetto di Agrigento, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri e quello della guardia di finanza, il presidente della provincia, il sindaco di Agrigento, il commissario straordinario del San Giovanni di Dio, il manager dell'azienda ospedaliera "Ospedali riuniti" di Sciacca, il direttore generale dell'Asl di Agrigento e due rappresentanti del dipartimento nazionale di Protezione civile. Ad "animare" la riunione ci hanno pensato le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, accorse in massa insieme ai tanti medici e infermieri del San Giovanni di Dio.

«Seguirò personalmente questa vicenda drammatica - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo -. E' una storia gravissima, intrisa di malaffare, sperpero di denaro e di illegalità, alla quale bisogna però porre un rimedio per evitare disagi e per venire in contro alle esigenze dei pazienti e dei lavoratori. Il provvedimento va rispettato, anche se ci riserviamo valutazioni critiche. Dobbiamo approntare un piano di evacuazione efficace e, per questo motivo, ho incontrato il sottosegretario Guido Bertolaso per consentire alla popolazione di avvalersi delle migliori professionalità e delle migliori esperienze che stano mettendo in campo a L'Aquila, ad esempio. Vediamo quali soluzioni possiamo adottare per Agrigento».

-    Si sta lavorando per un ospedale da campo?
«Per la verità non sono stato io a parlare di ospedale da campo. Stiamo verificando ciò che è necessario fare. Abbiamo un'esperienza purtroppo drammatica, che è quella del terremoto in Abruzzo. Al momento, ci sono tutte le forze istituzionali in campo che, in sinergia, vogliono risolvere questa drammatica vicenda».

 - Si riuscirà ad evitare il trasferimento dei reparti nelle altre strutture della provincia di Agrigento?
«Dobbiamo essere chiari: c'è un provvedimento giudiziario che ordina entro trenta giorni lo sgombero della struttura. Per soluzioni alternative bisogna far modificare il provvedimento giudiziario. Intanto dobbiamo attrezzarci per dare piena attuazione. Guai a fare l'errore di dare la colpa alla magistratura. La colpa è di chi non ha fatto fino in fondo il proprio dovere».

-    Ci potrebbe essere una proroga dei termini?

«Ci sarà sicuramente un'interlocuzione istituzionale con la magistratura. Con i giudici non si fanno i vertici. Si presentano i ricorsi, ci sono altri giudici che possono rivalutare, si possono fare delle istanze di dissequestro, di modifica del termine e richiesta di nuove indagini. Non a caso, l'azienda ha dato mandato ad un avvocato di procedere con un'istanza di riesame».

«Considerato che l'ospedale de L'Aquila è stato evacuato in otto ore -
ha concluso Russo - i nostri 24 giorni sono un tempo abbastanza congruo. Oggi sono qui. Tornerò lunedì, sarò qui anche martedì e, se sarà il caso, rimarrò per tutta la settimana».

«Martedì - ha detto il prefetto, Umberto Postiglione - aspettiamo Bertolaso e, insieme a lui, ci consulteremo e decideremo il da farsi, visto che è una persona che ha accumulato la massima esperienza in questo campo, oltre che il compito di affrontare le emergenze. Non associamo un'idea di tensione a questo fatto, - ha poi detto ai manifestanti - altrimenti diventa ancora più difficile procedere. E' già complicato, ci troviamo nel bel mezzo del disagio. Lo sapete, io mi sento a casa tra voi. Sono il prefetto, ma sono anche uno di voi. Sono un cittadino che, però, deve svolgere questo compito. E lo faccio anche con la vostra sensibilità, a tutela dei vostri problemi e con il vostro aiuto».

Applausi e urla di incoraggiamento per il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che, non appena arrivato ai piedi della prefettura, ha ricevuto l'approvazione da parte dei manifestanti. «Innanzitutto siamo riusciti ad ottenere la sensibilità e l'attenzione del Governo nazionale - ha detto Zambuto - affinché questa emergenza, che è ormai diventata nazionale, venga praticata e pianificata creando i meno disagi possibili a tutta la cittadinanza agrigentina. Voglio essere chiaro su un punto: noi affronteremo l'emergenza, ma Agrigento non può perdere il presidio ospedaliero sanitario».
Fotogallery
I manifestanti davanti la prefettura
Il prefetto incontra i sindacati
Piero Mangione, Cgil
Arrivo del sindaco, Marco Zambuto
Il prefetto incontra il segretario della Cgil, Mariella Lo Bello
Arrivo dell'assessore regionale Massimo Russo
Arrivo dell'assessore regionale Massimo Russo
I sindacati incontrano Massimo Russo
I sindacati incontrano Massimo Russo
I sindacati incontrano Massimo Russo
Il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione