Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 Mar. 2010 | 23:40
Cronaca | Agrigento | 1 Apr 2009 | 13:23

Rigassificatore, a fine aprile il referendum popolare

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
di Gioacchino Schicchi

Dal 17 al 22 aprile prossimi gli agrigentini saranno chiamati ad esprimere la propria volontà in un referendum sulla costruzione del terminale di rigassificazione a Porto Empedocle. Questa mattina il sindaco di Agrigento ha presentato l'iniziativa, che come lui stesso ha precisato non ha valore legale sul processo di costruzione, in un foyer del "Pirandello" affollato dai numerosi esponenti del fronte del "no", accorsi in massa per sostenere il sindaco in questa iniziativa. Presente ovviamente, sebbene meno in "forze" anche esponenti di quella componente che invece sostiene l'utilità della struttura.

"Abbiamo inviato un dossier il 19 dicembre scorso all'Unesco e oggi è arrivata la risposta - ha dichiarato Gaetano Gaziano, presidente del comitato "No al rigassificatore nella Valle dei Templi"-. Noi chiediamo che la Valle venga inserita tra i siti a rischio, perché subirà un danno dalla struttura di Porto Empedocle. Questo comporta che la classe politica italiana dovrà riflettere sul fatto che un sito patrimonio dell'Unesco può essere minacciato dalle stesse istituzioni. Gli enti internazionali si stanno già muovendo, questa iniziativa potrà sostenere la nostra battaglia contro la realizzazione del rigassificatore".

"Il referendum non era già vincolante nell'iter per la valutazione di impatto ambientale due anni fa - ha precisato Giovanni Nocera del comitato "Si al rigassificatore"-. Adesso che la valutazione è già stata data da due diversi ministri dell'Ambiente e da due ministri dei Beni Culturali, oggi serve solo a rilanciare l'immagine dell'amministrazione Zambuto".

"Vogliamo che su questo tema si possa esprimere la città - ha dichiarato Zambuto -. Fin dal mio insediamento c'è stata la mia precisa volontà di partecipare alla tematica, anche con le lettere che ho indirizzato al Governo nazionale e a quello regionale. La città deve essere coinvolta perché crediamo sia giusto dare la parola alla cittadinanza su una struttura che riguarda anche il territorio di Agrigento, dato che il riflesso di un impianto di questo genere andrà ad alterare la vocazione turistica di questo territorio. Per quanto riguarda il ricorso presentato al Tar - precisa Zambuto - il tribunale regionale  non si è espresso sul merito del nostro ricorso, ma solo sull'istanza di sospensiva".

I cittadini che vorranno "dire la loro" potranno rivolgersi dal 17 al 22 aprile in 11 sedi, individuate in diversi uffici comunali e in quattro scuole medie, "Frank", "Fava", "Castagnolo" e "Nuova Manhattan". Per garantire la legittimità del voto sarà anche utilizzato un sistema informatico che verificherà eventuali casi di doppio voto, che comunque verrà espresso sul supporto cartaceo. Le spese della consultazione popolare, che Zambuto ha comunque definito "irrisorie", saranno a carico del Comune.

Non si è fatto in tempo a proclamare il referendum, tuttavia, che sono già sorte le prime polemiche interne al fronte del "no".  Il consigliere comunale ed esponente di Legambiente, Giuseppe Arnone, ha criticato pesantemente la scelta di svolgere la consultazione a fine aprile, dato che a suo parere sarebbe stato più utile spostarlo in concomitanza alle prossime elezioni europee, in modo da coinvolgere i parititi politici ed "inchiodarli", a suo dire, alle proprie responsabilità. Lo stesso Arnone, presente questa mattina al foyer, ha avuto un vivace "scambio di opinioni" dal contenuto poco cavalleresco con Gaetano Gaziano
Fotogallery