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Politica | Agrigento | 9 Maggio 2008 | 17:15

Arnone via dalle Primarie: Vivacqua candidato del Pd

La riunione del coordinamento di ieri sera per Emilio Messana avrebbe sciolto diversi nodi. Non è così per il leader ambientalista che adesso potrebbe decidere di correre da solo alla presidenza della Provincia

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
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di Loredana Guida

Giuseppe Arnone ritira la candidatura alle Primarie per la corsa alla presidenza della Provincia e, all'indomani della riunione del coordinamento provinciale che si è protratta fino a dopo la mezzanotte di ieri, chiede ulteriore chiarezza. Richiesta sintomatica del fatto che per l'avvocato agrigentino l'assemblea non ha sortito poi gli effetti sperati. A questa valutazione fanno da contraltare le dichiarazioni del coordinatore Emilio Messana, secondo il quale è stato sciolto il nodo relativo al candidato presidente per il Pd, che rimane, stando così le cose, Giandomenico Vivacqua, e per il quale l'accesa discussione di questi giorni si sarebbe invece avviata sui binari giusti pervenendo al ritrovamento dello spirito unitario e di collaborazione all'interno del partito. "La discussione si è fatta serrata per alcuni punti, ma ha di certo contribuito a far avanzare il livello di chiarimento all'interno del Pd agrigentino - ha detto Messana -. Abbiamo registrato nel corso della riunione la decisione di Arnone di non prendere parte alle Primarie. Alla fine si è trovato l'accordo su una linea unitaria che prevede la presa d'atto secondo le regole che ci siamo dati nel corso delle precedenti riunioni del direttivo: essendoci un solo candidato, questi sarà il candidato del Pd alla presidenza della Provincia regionale. Inoltre si è rilanciato il ruolo della commissione istituita con compiti di istruttoria relativamente alle provinciali, ma anche di valutazione e gestione in sintonia con il coordinamento delle problematiche che il Pd affronterà durante la fase elettorale. E' manifesta la volontà di proseguire animati dallo spirito unitario che ci incentiva alla collaborazione" ha aggiunto il coordinatore provinciale del Partito democratico. Sul "caso Manzullo" ha dichiarato che non si sono acquisite sostanzialmente novità rispetto a quanto venuto fuori nelle passate assemblee, mentre sono state affrontate valutazioni di carattere politico circa la necessità che il Pd si doti di una strategia per mobilitare ulteriormente il mondo di tradizione cattolica popolare che si riconosceva nella Margherita. "Riteniamo che abbiano scontato le difficoltà a riconoscersi nel partito soprattutto in occasione delle provinciali - ha detto in merito Messana - e per questo come indirizzo, rispetto al quale imposteremo l'azione politica, ci siamo posti l'obiettivo strategico di medio termine di coinvolgere questa componente" dice, mentre alla domanda postagli per sapere se sia stato preso in considerazione qualche esponente del partito costituente il Pd ha risposto che se ci fosse stata una proposta concreta di avanzare una candidatura terza si sarebbe tenuta in considerazione. "Era necessario ci fosse almeno una ipotesi sulla quale lavorare. Ma si è trattato solo di valutazioni fatte all'interno di un organismo politico impegnato in atto ad analizzare i motivi della tensione e le soluzioni per superarli rispondendo sempre a criteri politici, tra cui rimobilitare il mondo di tradizione cattolica popolare e pervenire alla scelta di un candidato alla presidenza". Risolta la questione relativa alla candidatura proprio poche ore fa la commissione era a lavoro per esaminare la composizione delle liste. E in conclusione il segretario ha voluto lanciare un "messaggio" proprio ad Arnone, nell'ottica del perseguimento di un obiettivo comune: "Mi auguro - ha detto - che presti fede all'impegno che i candidati e i dirigenti si sono dati appena indette le primarie: e cioè che chi fosse risultato titolare della candidatura alla presidenza avrebbe potuto avvalersi della collaborazione e dell'appoggio dell'altro candidato". Arnone, che ieri sera dopo aver annunciato il ritiro dal Primarie ha lasciato la riunone del coordinamento, stamattina ha diffuso una nota in cui, tra le righe e la dichiarazione di ritirare la disponibilità a prendere parte alle Primarie, lascia intendere la possibilità di correre da solo. Quindi, stando così le cose, non è escluso che possa decidere anche di lasciare il Partito democratico. Partito che, di fatto, non sta mostrando in maniera bilaterale quella solidarietà politica che, come auspica Messana, dovrebbe muovere ogni suo componente. "Avevo già maturato questa determinazione lunedì scorso quando, senza alcuna esplicitata motivazione politica l'onorevole Capodicasa ha ritenuto di contrappormi la candidatura di Vivacqua, col solo oggettivo risultato di creare ostacoli e lacerazioni. Ritenevo annunciare e fornire motivazioni del mio ritiro al massimo organo del partito: il coordinamento provinciale al quale la settimana scorsa ho argomentato e proposto la mia candidatura. Ma ciò è potuto avvenire solo ieri". Il leader ambientalista ha quindi voluto evidenziare quelli che ha definito come tre profili di questa vicenda, sollevati ieri sera, e che spera vengano immediatamente chiariti. Arnone, infatti, chiede di sapere per quale ragione il coordinatore Messana si è rifiutato con testardaggine di convocare il coordinamento in modo tale che il massimo organismo del partito discutesse delle due candidature avanzate. Ma anche, sulla base di quali valutazioni di responsabilità politica si è pensato che si potessero regolarmente tenere le Primarie in un contesto che ha visto la radicale contrarietà all'operato del segretario Messana e dell'intera componente Capodicasa da parte della ex margherita e della componente che fa capo al deputato Giovanni panepinto che alle ultime regionali, fa notare, è stato il più votato. "Infine, chiedo di sapere per quale ragione dopo il ritiro della mia candidatura Angelo Capodicasa ha proposto di azzerare anche quella di Vivacqua, offrendo la candidatura ad un qualsivoglia esponente della ex Margherita purchè diverso da me". Ma nel Pd non era stata fatta chiarezza?
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